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Da non perdere
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I borghi marinari del golfo dianese invitano alla scoperta dei borghi appenninici nelle Valli Impero e Arroscia con i campanili sui cocuzzoli, le case di pietra e i viottoli acciottolati.
| Da Imperia-Oneglia ci addentriamo nella Valle Impero e incontriamo tra gli uliveti Pontedassio, che deve il nome allo scomparso ponte d'assi di legno. A Chiusavecchia la Parrocchiale di San Biagio ha il campanile che in alto termina a "cipolla". Festa di San Biagio il 3 febbraio. |
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| Proseguiamo nel verde per la comoda strada statale e arriviamo a Pieve di Teco, capoluogo della Valle Arroscia. Fondato nel 1234 al passaggio di vie che portavano in Piemonte, fu importante centro commerciale. Sotto i bellissimi portici, rimasti intatti, c'è ancora oggi una quantità di botteghe. L'ex Convento degli Agostiniani ha un grande chiostro quattrocentesco con 24 pilastri. L'imponente Collegiata di San Giovanni Battista conserva dipinti e sculture lignee del Maragliano. Il 20 gennaio, festa di San Sebastiano, processione delle bambine con le bambole. Da vedere anche il recuperato Teatro Savini, un piccolissimo gioiello di esaltante bellezza. |
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| Riprendiamo la strada che si snoda tra boschi e costoni montagnosi fino a Pornassio, col suo Castello originario del 1400, in bella posizione strategica. A Pornassio si produce il celebre vino Ormeasco, vino rosso ottenuto dai vitigni composti per almeno il 95% dal vitigno Dolcetto. La prima domenica d'ottobre festa dell'uva e del vino. |
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| Proseguiamo verso il Colle di Nava dove troviamo, in un paesaggio di prati e boschi, tre massicce Fortificazioni di fine '800. Ridiscendiamo e passato Pieve di Teco, dopo una decina di km prendiamo un bivio per Cesio e San Bartolomeo al Mare. Sulla strada troviamo Torria dove ci accoglie un panorama incantevole che va dal mare fino alle Alpi Liguri. La Parrocchiale di San Martino ha la torre campanaria settecentesca con la cuspide a bulbo. |
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| Immerso negli uliveti ecco Chiusanico con i suoi frantoi e la Parrocchiale di Santo Stefano. Ritorniamo sulla S.S. 28 e a Pontedassio deviamo a sinistra per Diano Arentino. La strada si arrampica tra fitti uliveti sulla collina. Occhio alle curve e al panorama. |
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| Superato Diano Arentino, la cui Parrocchiale conserva un polittico cinquecentesco, a un tratto comincia la discesa verso il mare. Ecco Diano Castello, affascinante borgo medievale con uno stupendo panorama. Resti della cinta muraria, affreschi del '400 nell'Oratorio di San Giovanni Battista, la Parrocchiale con un Crocifisso del Maragliano, sono alcune delle otto tappe consigliate. Dopo una curva ecco il mare e intorno a noi la macchia mediterranea. |
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| Arrivati a Diano Marina godiamoci la bellezza del suo incantevole golfo e dei suoi paesi, uno più bello dell'altro. Cominciamo da San Bartolomeo al Mare che ci offre un piacevole soggiorno animato da partite a bocce e a tennis, da passeggiate e concerti, da locali notturni. |
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| Un'ultima puntata nell'interno, tra gli uliveti, al piccolo borgo di Villa Faraldi con il suo Campanile secentesco e il notevole Festival di Teatro. E poi a Cervo con le sue meraviglie architettoniche di borgo medievale e la storia legata al corallo. Eh sì, la visita alla Riviera dei Fiori purtroppo è finita. Ci rimangono nel cuore e negli occhi i suoi deliziosi colori e sapori. |
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