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Sanremo e la valle Armea

L'area sanremese conserva ancora molte opere barocche nonostante le cospicue perdite avvenute nel corso del tempo a causa di eventi naturali (terremoto del 1887) o di conflitti bellici. Domina questo panorama il complesso urbanistico della città di Sanremo, la quale nel corso del XVII secolo fu la "vice-capitale" della Repubblica di Genova e sede del Commissario della "Riparia" occidentale
   

Sanremo

La Chiesa Parrochiale di Santo Stefano

La chiesa faceva parte del complesso conventuale dei Padri Gesuiti giunti a Sanremo nel 1624. Nel 1652 venne predisposto il progetto, mentre la costruzione ebbe inizio nel 1657 e proseguì negli anni seguenti.

Le opere di decorazione a stucco dell'interno, costituito da un unico vano rettangolare con cappelle ai lati, furono realizzate nel 1679 dall'architetto-stuccatore Marc'Antonio Grigo.

La facciata rettilinea, a due ordini di lesene binate ai lati e frontone triangolare di coronamento, venne attuata nella prima metà del secolo XVIII.

La Chiesa di San Giuseppe

Fu costruita verso il 1684, nel nucleo storico della Pigna, nei pressi dell'omonima porta.

L'ampio interno, ad aula rettangolare con tre cappelle laterali, è concluso da una sorta di transetto che determina un asse trasversale per la presenza di due alte cappelle ad andamento curvilineo, raccordate al presbiterio.

La Chiesa Parrochiale di Santa Maria degli Angeli

La chiesa venne fondata, insieme al contiguo convento, dai Minori Osservanti della Regola di San Francesco nella seconda metà del Quattrocento e passò in seguito ai Padri Riformati.

Restaurata in più occasioni, fu totalmente riedificata alla metà del secolo XVIII. Presenta una facciata rettilinea, dalla ricca decorazione a stucco di spirito tardobarocco.

L'interno, ampio e maestoso, è a tre navate scandite da pilastri con lesene e semicolonne.

L'Oratorio di Santa Brigida

Venne eretto per la Confraternita di Santa Brigida nei primi anni del secolo XVII in via del Capitolo, nel nucleo antico di Sanremo, la cosiddetta Pigna, che conserva cospicue testimonianze di epoca medievale.

La facciata è assai semplice, in pietra a vista, con ampia finestra semicircolare. L'interno è ad unica aula rettangolare.

Il Santuario della Madonna della Costa

Venne ricostruito all'inizio del Seicento, ma fu ulteriormente ampliato e sistemato negli anni 1769-70 su progetto dell'architetto Domenico Belmonte ). La facciata, rettilinea e articolata su due ordini di lesene, è conclusa da un frontone curvilineo e presenta due piccoli campanili ai lati.

Al centro campeggiano un grande portale classicheggiante e un'ampia finestra, ora occlusa, contornata da stucchi.


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L'interno, ampio e maestoso, ad unica aula rettangolare, presenta cappelle trasversali a tutta altezza con pareti curvilinee di spiccata sensibilità settecentesca. Custodisce molte opere d'arte, tra cui gli affreschi di Giacomo Boni ) e la tavola trecentesca raffigurante la Madonna col Bambino, collocata sull'altare maggiore.

L'Oratorio di San Sebastiano o dei Dolori

Venne fondato nel 1508, ma fu rimaneggiato nel corso del Sei-Settecento e assegnato alla Confraternita dei Dolori nel 1762. L'ingresso è preceduto da un porticato. L'interno è ad unica aula, con decorazioni ad affresco attribuite a Maurizio Carrega ).

Il Palazzo Borea

Il palazzo, rimasto incompleto nella parte di levante, si deve ad una trasformazione avvenuta nel secolo XVIII dell'antica dimora della famiglia Borea.

Evidenzia due alte e regolari facciate con motivi a stucco, ma l'elemento più interessante è l'atrio-scala alla genovese formato da due vani di cui quello posteriore sopraelevato e coperto da volte a crociera sorrette da colonne in marmo.

L'edificio si avvale di due piani nobili: il primo presenta spazi decorati da Gio Batta Merano a fine Seicento; il secondo ospita le sale del museo civico, ingentilite da sequenze decorative soprattutto settecentesche.

   

Ceriana

La Chiesa Parrocchiale dell'Assunzione della Vergine e dei Santi Pietro e Paolo

Venne edificata, a partire dagli ultimi mesi del 1768, su progetto di Domenico Belmonte ). È una delle opere barocche più originali del Ponente ligure per la sua forma interna articolata da cappelle e raccordi angolari curvi, sottolineati da un ordine di lesene composite.

La facciata presenta ali concave su cui si impostano due piccoli campanili laterali.

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