Dalle colline a sud-ovest di Apricale, domina Perinaldo, un borgo di crinale (di antichissima origine) a belvedere panoramico sulla copiosa flora spontanea (che tinge i pendii nella continua varietà dei colori, nell'alternarsi delle stagioni), sui boschi di castagni e pini, fino ai più lontani profili dei monti Bignone, Ceppo, Toraggio, Pietravecchia e Grai da un lato e, dal lato opposto, fino al mare. Perinaldo, però, guarda anche in alto, oltre gli orizzonti, verso gli spazi profondi del firmamento, in un rapporto privilegiato con il cielo, un cielo libero da inquinamento atmosferico e luminoso, uno dei cieli più tersi della zona, grazie all'orografia del luogo, che convoglia in quota venti costanti, tali da impedire lo stazionamento, per lungo tempo, delle nubi e delle perturbazioni. Di ciò si accorse, oltre duecento anni fa, un illustre suo figlio, lo scienziato Gian Domenico Cassini, primo di quattro generazioni di astronomi. La sua fama giunse fino alla corte del Re Sole (Luigi XIV) e i suoi studi, le sue scoperte fanno ancor oggi testo in astronomia: i quattro dei diciassette satelliti di Saturno furono da lui per primo individuati, così come la divisione degli anelli di Saturno (che si identifica con il suo nome), la distanza fra la terra e i pianeti più vicini fu, sempre, da lui calcolata. Infine a lui è dovuta la misurazione del tempo di rotazione, intorno al proprio asse, di Marte, Venere e Giove, del quale descrisse anche le bande. La memoria del Cassini scienziato è legata, oggi, alla missione spaziale del nostro tempo "Cassini-Huygens" per l'esplorazione di Saturno e Titano; vive, inoltre, intensamente, nel suo paese natale, attraverso l'osservatorio astronomico ospitato all'estremità orientale dell'abitato di Perinaldo, nell'ex convento francescano di San Sebastiano (qui si svolgono, con regolarità, esplorazioni guidate del cielo notturno). A fianco del complesso, il municipio e la chiesa di Sant'Antonio da Padova, dal campanile sui generis, a base triangolare. Sul percorso di visita al borgo, una sosta merita il castello Maraldi (secondo tradizione, casa natale del Cassini; ospitò, durante la campagna d'Italia, Napoleone Bonaparte ed il suo generale Massena) e la chiesa parrocchiale di San Nicolò (1489, così data l'architrave della porta destra di accesso all'edificio, la cosiddetta "porta degli uomini"), onde ammirare, nella navata destra, il dipinto delle anime, attribuito alla scuola del Guercino. La casa canonica, già residenza estiva e di caccia dei marchesi Doria di Dolceacqua, reca, sulla facciata, un'antica meridiana, realizzata, secondo le indicazioni del nipote del Cassini, Gian Domenico Maraldi, anch'esso astronomo. Da ultimo, al di fuori della cinta muraria di Perinaldo, la chiesetta campestre di Nostra Signora della Visitazione ricorda il "Poggio dei rei" e i lontani riti di espiazione dei penitenti che colà si recavano in orante pellegrinaggio. |
|