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Da non perdere
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L'Estremo
Ponente Ligure
| L'estremo Ponente ligure conserva
opere di alto valore storico-artistico che documentano
la mirabile continuità insediativa del suo territorio.
Dalla Preistoria alla Romanità, dal Medioevo al Barocco
è tutto un susseguirsi di testimonianze dense di significati,
ma è senza dubbio il Sei-Settecento l'epoca che maggiormente
incise in questi luoghi. Lo dimostrano le significative
architetture il cui stile esuberante è in perfetta sintonia
con l'intorno, anche con i manufatti più antichi fra i
quali furono inserite. |
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Ventimiglia |
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| La Chiesa di Sant'Antonio
Abate ed Ex Convento |
La chiesa fa parte dell'ex
convento delle Canonichesse Lateranensi eretto nel 1667
nella parte alta della città, vicino alla cattedrale,
sul sito dell'antica fortezza dei conti di Ventimiglia.
L'architetto Pietro
Antonio Corradi ) progettò uno spazio
a pianta longitudinale con due cappelle a tutta altezza
sull'asse trasversale e raccordi curvilinei nei pressi
dell'atrio e del presbiterio.
Lesene digradanti con capitelli
composti articolano le pareti e sorreggono una ricca
trabeazione decorata con motivi a stucco. La facciata
è preceduta da un portico che si eleva scenograficamente
su di un'ampia scalinata a doppia rampa. |
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| L'oratorio di San
Secondo o dei Neri |
Venne costruito nel 1650, quale sede
della Compagnia della Misericordia, sull'area di un'antico
fabbricato compreso tra via Garibaldi e via Giudici,
donato per volontà testamentaria dal nobile Antonio
Porro.
Spicca nell'antico tessuto edilizio
medievale per la sua facciata di fattura rococò, ornata
da decorazioni a stucco.
L'interno, un semplice vano rettangolare,
è impreziosito da tele e pregevoli affreschi incorniciati
da motivi a stucco nella volta a botte di copertura,
eseguiti da Maurizio Carrega
negli anni 1784-1786. |
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| La Ex Chiesa di San
Francesco |
Ubicata nella parte alta della città,
quasi a conclusione di via Garibaldi, faceva parte di
un complesso conventuale, ora utilizzato come edificio
scolastico.
La chiesa, ormai sconsacrata e adibita
talvolta a sede di manifestazioni culturali, è composta
da una sola aula rettangolare nei cui lati longitudinali
si apre una successione di quattro cappelle intervallate
da doppie lesene.
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Bordighera |
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| La Chiesa Parrocchiale
di Santa Maria Maddalena |
Venne eretta tra il 1610 e
il 1617 in Bordighera alta sulla piazza del Popolo,
ove si eleva anche un caratteristico porticato che sostiene
il corposo campanile.
Sulla facciata rettilinea spicca
un'ampia finestra centrale mistilinea contornata da
decorazioni a stucco.
L'interno, ad unica aula con
cappelle laterali, custodisce un prezioso altare maggiore
in marmo arricchito dal gruppo scultoreo della Maddalena
in Gloria, realizzato, all'inizio del XVIII secolo,
dalla bottega di Domenico Parodi
su disegno del padre, maestro di una nuova generazione
di artisti genovesi. |
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| Le Porte Urbane:
Porta del Capo e Porta Sottana |
Bordighera è tra le rarissime città
liguri a conservare le porte cittadine di fattura barocca,
inserite in ciò che resta dell'antica cinta muraria
secentesca.
Di aggraziata forma con fastigio curvilineo,
queste porte acquistano un importante valore storico-documentale,
in quanto le fortificazioni urbane coeve di altri luoghi
ponentini furono completamente demolite nel corso del
tempo. |
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Vallebona |
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| La Chiesa Parrocchiale
di San Lorenzo Martire |
Risale al XVIII secolo ed è ubicata
nel centro abitato. Insieme ai contigui campanili, l'uno
medievale, l'altro di forme neoclassiche e all'oratorio
barocco, costituisce uno straordinario complesso monumentale
di elevata qualità architettonica e ambientale.
L'interno ad unica aula con cappelle
laterali evidenzia decorazioni settecentesche. |
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| L'Oratorio della
Natività di Maria Vergine |
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È posto nel centro abitato, un poco
discosto dalla parrocchiale, ma ad essa collegato tramite
un bel campanile di forme neoclassiche. Venne eretto,
su progetto di Andrea Notari,
nel 1870, su pianta ad unica aula con raccordi curvilinei.
È impreziosito da stucchi settecenteschi e dal dipinto
dell'Assunta di Maurizio
Carrega. |
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Pigna |
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| L'Oratorio di Sant'Antonio |
Venne costruito nel XVIII secolo
su una piccola piazza (piazzetta Fea) nei pressi dell'antica
e celebre parrocchiale di San Michele. Spicca per la
sua facciata elaborata e mossa, tipica del tardobarocco.
L'interno, ad unica aula rettangolare,
costituisce un valido esempio di oratorio settecentesco
delle zone montane. |
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Castelvittorio |
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| La Chiesa Parrochiale
di Santo Stefano |
Venne costruita nel 1764 su progetto
dell'architetto Andrea Notari.
L'interno è costituito da un'unica ampia aula rettangolare
con cappelle inquadrate da lesene ribattute. Svetta
accanto alla chiesa l'isolato campanile
barocco concluso da un cupolino in scaglie di ceramica
policroma. |
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