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La Val Roia Italiana


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Dalla città di Ventimiglia, l'ingresso alla Val Roia italiana si preannuncia spettacolare con le imponenti rocce e le caverne, scavate nella pietra arenaria, della riva destra dell'omonimo fiume. Dalla parte opposta, al di là del corso d'acqua, Castel d'Appio con le rovine del castello medievale. Siamo in un territorio di frontiera, tra Italia e Francia, sul percorso degli antichi Liguri, che si diparte dalla porta Piemonte dell'italiana Ventimiglia per raggiungere, molto più in su, Tenda francese, ai piedi di un colle di egual nome, ultima asperità di valico per il Piemonte. Il paesaggio, nel giro di pochi chilometri, subisce cambiamenti improvvisi e trasforma i colori mediterranei in scenari alpini. Dopo un primo tratto pianeggiante (Bevera, Varase ed anche Trucco sono ormai abitati senza soluzione di continuità con Ventimiglia), la valle si presenta con strapiombi scoscesi e aspri, incisi da strette gole incombenti sul fiume e sulla strada carrozzabile. Domina il versante italiano il monte Grammondo, con il bianco della sua roccia esaltato dal verde intenso dei pini d'Aleppo, dei lecci, dei ginepri e delle eriche.
Fra i borghi, Airole è tipicamente ligure per la sua spiccata arcaicità. Nella sua chiesa parrocchiale, la grande tela dei santi patroni di Carlo Morgari, le statue devozionali, la tela della Vergine con i Santi, incorniciata dai quindici misteri del Rosario. Dalla piazza della chiesa, una strada conduce al santuario della Madonna delle Grazie, donde un percorso fra gallerie di olivi, boschi, passaggi aperti su antichi ponti per raggiungere Fanghetto, il minuscolo borgo silenzioso nei pressi di un confine di stato ormai inesistente.
Collabassa guarda Airole sulla confluenza di diversi percorsi, onorando la sua antica funzione di "controllore di passo". Segue San Michele, con la diramazione per Olivetta, capoluogo di un gruppo di borgate ormai francesi (Piena e Libri), ultimo paese della Val Roia italiana.
Per conoscere nel profondo la Val Roia, italiana e francese, si deve utilizzare il treno della linea ferroviaria Nizza-Ventimiglia-Cuneo, un gioiello di ingegneria con le sue ottantuno gallerie, gli oltre quattrocento ponti, gli scorci paesaggistici sulla valle, le sue gole, i suoi paesi. Le diverse stazioncine, disseminate sull'intero percorso, consentono agevolmente la visita al ricco campionario di architettura calato nel contesto ambientale dei singoli borghi e paesi e sono un prezioso punto di partenza per le escursioni naturalistiche in un'area ad ambivalenza climatica, alla ricerca delle oltre tremila specie botaniche, fin sul monte Bego, verso la valle delle Meraviglie, per apprezzare le incisioni rupestri lasciate dagli uomini della preistoria.
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