La città e l’Arte

La città e l’Arte

L’edificio sacro più significativo di Sanremo è senza dubbio la concattedrale di San Siro, costruita, nel XIII secolo, in stile romanico-gotico, sui ruderi di una primitiva chiesa paleocristiana. Cancellati, nei primi anni del XX secolo, gli interventi del periodo barocco, la chiesa venne riportata alle sue forme originarie, eccezion fatta per le tre absidi e per il campanile, riedificato nella cuspide nella seconda metà del Settecento, dopo la demolizione del 1753 operata dalla Repubblica di Genova. Significativo, sopra il portale laterale di sinistra, il bassorilievo (XII secolo), che raffigura l’agnello pasquale tra due palme stilizzate (immagini simbolo di ascendenza paleocristiana). Nell’interno, suddiviso in tre navate, il crocifisso ligneo settecentesco, che sovrasta il maestoso altare maggiore; la statua lignea della Madonna del Rosario, nella cappella di sinistra, entrambe opere di Anton Maria Maragliano; il crocifisso processionale nero, in legno, nella navata destra. Appartiene, probabilmente, alla scuola scultorea dei Gaggini da Bissone il tabernacolo cinquecentesco in marmo, collocato sul lato destro della cappella del Santissimo Sacramento. Sulla piazza della basilica, il battistero di San Giovanni Battista, a pianta quadrangolare, accoglie la grandiosa tela Comunione della Maddalena di Orazio de Ferrari. Di fronte alla concattedrale, l’oratorio dell’Immacolata Concezione, splendido esempio di barocco, dai luccicanti interni. Al periodo romano risalgono i resti di una villa matuciana, a nove vani, con adiacente complesso termale, situata all’inizio di corso Matuzia, in regione Foce, sotto il cimitero monumentale, nei pressi della spiaggia. Al periodo medievale data la torre della Ciapéla di piazza degli Eroi Sanremesi, che segnava l’antico limite occidentale della cinta muraria cinquecentesca della città, ora abbattuta. La chiesa di Santo Stefano, in piazza Cassini, uno dei monumenti religiosi e civili più antichi di Sanremo (ospitò, per lungo tempo, il Parlamento cittadino), racchiude pregevoli opere secentesche, le tele di Domenico Piola, di Andrea Pozzo e gli affreschi di Giovanni Battista Merano. La facciata barocca di Santa Maria degli Angeli apre al corso Garibaldi. Decorata nel suo interno a stucchi rococò, custodisce alcune opere pittoriche di elevato pregio: un crocifisso ligneo, policromo, di artista ignoto; una secentesca statua, in cartapesta del Cristo Morto; i frammenti (in una sala della sacrestia) di un polittico tardo quattrocentesco. Nella “Strada Nuova” (l’attuale via Matteotti), al civico numero 143, sorge il maestoso palazzo Borea d’Olmo, la più bella tra le antiche dimore private di Sanremo, di proprietà, ancor oggi, della nobile famiglia, di cui porta il nome. Costruito nel XV secolo, il palazzo è dotato di un sontuoso atrio-scala “alla genovese” e di due portali ornati da sculture cinquecentesche. Al suo interno, al piano nobile, nelle sale affrescate da Giovanni Battista Merano, il museo civico archeologico, diviso in tre sezioni: l’archeologica, con reperti preistorici della regione sanremese e resti dell’età romana, il lascito Laurano (dipinti ed incisioni), i cimeli garibaldini della collezione Caroline Phillipson, nobildonna inglese vissuta a Sanremo, amica di Garibaldi. La visita in via Matteotti si completa con la sosta al cinema Centrale, costruzione decorata alla maniera dei vecchi teatri settecenteschi, con le volte affrescate da Galileo Chini. L’adiacente cinema Tabarin è un prezioso locale con palcoscenico ornato da statue di fanciulle ignude ed il soffitto dipinto. A ponente della città, in corso Matuzia, sorgono i più signorili alberghi di Sanremo, collegati alla “industria del forestiero”, che fece di Sanremo un nome conosciuto in tutto il mondo: l’albergo Astoria West End, il Grand Hôtel de Londres e l’albergo Miramare Continental Palace. Sul corso dell’Imperatrice, legato al nome dell’ultima zarina di Russia Maria Alexandrovna (che soggiornò a Sanremo nel 1874 e donò alla città le palme, che ornano il viale), il Grand Hôtel & Des Anglais, il Grand Hôtel Royal, albergo di lusso per la più raffinata ed esigente clientela internazionale, il palazzo Riviera (delizioso esempio di stile liberty floreale), che oggi ospita l’Azienda di Promozione Turistica. Poco più in là, la chiesa ortodossa russa di Cristo Redentore e Santa Caterina, con la sua cupola, le sue croci dorate e le guglie in maiolica policroma. A seguire, la bianca palazzina liberty del Casino, dall’ampia scalinata e dalle caratteristiche torrette. La città delle Ville e dei Giardini Le ville ed i parchi-giardino di Sanremo legano la loro storia allo sviluppo turistico della città insieme ad alcuni inconfondibili edifici, con le facciate ornate da marcapiani, bovindi, balaustrine e decorazioni in ferro battuto. Abitate in origine dalla nobiltà e dalla ricca borghesia mitteleuropea, hanno nomi da romanzo fin de siècle. Nelle ville sopravvissute allo sviluppo urbanistico degli anni ’50/’60 si respira ancor oggi l’atmosfera della Sanremo belle époque. Nella strada di mezza cornice, il corso degli Inglesi, sorge villa Bel Respiro, dallo stile eclettico-neorinascimentale, oggi sede dell’Istituto Sperimentale per la Floricoltura e il castello Devachan (il nome, in lingua indiana, significa “porta del Paradiso”, realizzato, in stile liberty, dall’ingegnere Pietro Agosti, che usò la pietra sbozzata a vista) già dimora del conte Saville di Mexbourough, nobile inglese vissuto per lunghi anni in India. Il castello ospitò, nel 1920, la Conferenza Internazionale degli Stretti. In prossimità del Casino, il barone tedesco Thiem fissò la sua dimora in villa Noseda, di stile neogotico. Poco più in su, in via Fratelli Asquasciati, il liberty floreale di villa Angerer, con le sue variopinte vetrate, domina il circostante parco di piante esotiche di pregiata rarità. Sul corso Felice Cavallotti, nel levante cittadino, villa Zirio, con i suoi saloni sontuosamente decorati e affrescati (fu dimora del principe reale Federico Guglielmo, incoronato imperatore di Germania con il nome di Federico III; oggi è sede dell’Assessorato comunale al Turismo), è immersa in un parco-giardino, disegnato, all’epoca della costruzione, da Ludovico Winter, il giardiniere di Sir Thomas Hanbury. Qui dimora il ficus macrophila, dalle enormi radici volanti, e, lungo il breve sentiero, una dolce Maternità, opera bronzea dello scultore Franco Bargiggia. Superato il Municipio (palazzo Bellevue con le sue preziose sale degli Specchi e Fiorentina), lo stile classicheggiante di villa Ormond, con i suoi ampi scaloni a doppia rampa, vigila sugli angoli riposanti e sulla superba vegetazione tropicale di un vasto parco, digradante verso il mare. Qui, in mezzo a fontane e laghetti, fra piante esotiche e mediterranee, spunta d’improvviso un giardino giapponese in miniatura, omaggio di Sanremo alla città gemella del Sol Levante, Atami. Decisamente originale è, invece, villa Nobel, in stile moresco (residenza, dal 1891 al 1896, dell’illustre scienziato svedese), a più piani, con torrette angolari a motivi esotici e suggestive decorazioni a mosaico policromo. Immersa in uno splendido parco di piante rare e secolari, oggi centro di cultura, ospita un museo permanente di cimeli nobeliani ed una galleria di Premi Nobel italiani. Sanremo e il Mare La vocazione di Sanremo per il mare trova riscontro nel borgo marinaro di piazza Bresca e nel suo Porto Vecchio, un tempo selva di navigli e vascelli e oggi regno incontrastato di pescherecci e imbarcazioni da diporto. Qui, taverne e pescherie, insieme ad eleganti ristoranti, offrono le primizie del pescato del golfo, sempre freschissimo. Su tutto domina la possente mole del forte di Santa Tecla, una costruzione (1775) con le feritoie rivolte verso la città per intimidire e “tenere a dovere” i sanremesi ribelli alla Repubblica di Genova. Portosole è la moderna struttura per il diporto nautico con i suoi 890 posti barca perfettamente attrezzati. Sui lungomare delle Nazioni, dell’Imperatrice e Vittorio Emanuele II, si sviluppano ampie spiagge sabbiose, protette da scogliere frangiflutti. La balneazione trova fondali bassi e accessibili e stabilimenti accoglienti e confortevoli. Fra i due porti, Porto Vecchio e Portosole, sulla passeggiata Trento e Trieste, si sviluppa un altro tratto di litorale sabbioso. Superata la grande diga di Portosole, la spiaggia, a ciottoli, è libera fino alla punta di San Martino; in regione Tre Ponti, il litorale è di tipo misto e molto esteso. Chiude, a levante, la baia di Sanremo un tratto di spiaggia libera, ora sabbiosa, ora rocciosa, ove l’acqua è particolarmente limpida e invitante.