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Valle Intemelia  - La libertà di esprimersi

La libertà di esprimersi
È senza dubbio l'escursionismo a dominare l'ampio ventaglio di proposte turistiche dell'estremo Ponente ligure, grazie all'esistenza di una fitta rete di sentieri e strade che dal fondovalle si innalzano fino a scavalcare la linea spartiacque che divide dalla Francia.

A piedi o su due ruote

Naturalmente, anche presso i centri abitati si possono effettuare stupende passeggiate a piedi, che, anche se non si raggiungono mete ardite e ci si mantiene su quote meno elevate, conservano intatto il fascino della scoperta del territorio, nel verde degli uliveti e dei castagneti. Con un po' più di fiato gli stessi percorsi possono essere affrontati in mountain-bike.

In canoa o a cavallo

Nel tratto del corso del fiume Roia prossimo alla località francese di Breil, gli appassionati di canoa possono cimentarsi in ardite discese sul fiume. Chi, invece, ama compiere passeggiate a cavallo nella natura, può rivolgersi alle Aziende Agrituristiche della zona. Proverà l'emozione di inoltrarsi nella macchia mediterranea affacciata sul mare in un itinerario di una giornata intera che, passando per Colla Scarassan e la gola di Gouta, raggiunge i monti di Testa d'Alpe (1400 m) e dell'Arpetta (1610 m), per ritornare al punto di partenza a quota 1212 m.

Con gli sci ai piedi

Anche durante la stagione invernale la montagna intemelia offre motivi di attrazione: a Colla Melosa esiste un percorso ad anello omologato per lo sci di fondo; ma gli appassionati potranno spostarsi un po' ovunque, per esempio nella gola di Gouta, seguendo i tracciati innevati di vecchie strade militari abbandonate.

Senza allontanarsi

Le maggiori località turistiche dispongono di campi da tennis e di bocce e lungo i corsi d'acqua, dotandosi di licenza, ci si può dedicare alla pesca sportiva. Anche la raccolta di funghi è largamente praticata, ma richiede le opportune autorizzazioni.

Pittoresco fuoriprogramma sportivo

Durante l'estate, sulle piazze di diverse località come Airole, Apricale, Isolabona e Dolceacqua si disputano partite di pallone elastico. Si tratta di uno sport diffuso anche sul versante piemontese delle Alpi Liguri, che può attirare molta curiosità da parte di chi non lo conosce. L'attività richiede un polso d'acciaio, molto fiato e buona mira.


Alcuni itinerari, tra i tanti

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La zona occidentale alpina è percorsa dall'Alta Via dei Monti Liguri, che si estende da Ventimiglia ai monti di Pigna ed oltre. Questo itinerario in quota è servito da alcuni posti-tappa e tocca fra l'altro Colla Scarassan, il monte Toraggio (1973 m) e cima Marta (1957 m). Gli escursionisti possono contare sull'appoggio dei rifugi del CAI di Colla Melosa e di cima Grai, alle porte del Parco naturale delle Alpi Liguri. Particolarmente suggestivo, in quanto scavato per diversi tratti nella viva roccia, è il Sentiero degli Alpini, che collega Colla Melosa (1541 m) alla vetta calcarea del Toraggio, attraversando la spettacolare gola dell'Incisa (andata: 3 ore; ritorno per il versante francese: 2 ore circa). I monti Toraggio e Pietravecchia offrono all'arrampicatore pareti interessanti da scalare e sono percorsi da alcune vie ferrate; le numerose grotte della zona offrono visite consigliabili a speleologi provetti.


Tra natura e architettura

Dolceacqua è il punto di partenza e di arrivo di questo itinerario ad anello (un'ora circa la durata), che si sviluppa tra caratteristiche "fasce" intensamente coltivate e sotto l'ombra argentea degli ulivi. Prima tappa il monastero benedettino ("u cunventu") superato il quale si raggiunge la chiesa di San Bernardo, da dove, con un sol colpo d'occhio, si coglie tutto il paese. Chi avesse ancora voglia di camminare può dedicarsi alla scoperta delle altre bellezze architettoniche di Dolceacqua o gustare, presso alcune delle aziende agrituristiche locali, prodotti tipici: su tutti il Rossese DOC di Dolceacqua oltre ad altri bianchi di pregio, fra cui le due DOC Pigato e Vermentino.


Un'antica via da Dolceacqua a Perinaldo

Questo itinerario (si deve camminare per circa due ore) ripercorre le orme di un'antichissima percorrenza di crinale tra Dolceacqua e Perinaldo. Punto di partenza è il castello dei Doria, da dove - fra orti e uliveti - si procede seguendo il versante settentrionale del vallone degli Orti, bagnato da un affluente del torrente Nervia, e il rio Peitavino. Si toccano l'antico agglomerato di origine romana di Belgestro e il santuario dell'Addolorata, meta di frequenti pellegrinaggi legati alla devozione locale. Si raggiunge quindi la Colla Bella dove ci attende un panorama mozzafiato che abbraccia le Alpi liguri dallo spartiacque del rio Merdanzo fino agli uliveti e ai vigneti delle colline che conducono a Perinaldo.


A spasso tra i monti dell'alta valle

Un'ora circa di cammino che consente di migliorare la conoscenza storica e naturalistica delle valli intemelie e di ammirare scorci suggestivi sull'alta val Nervia. Si parte dall'antica strada di accesso al villaggio medievale di Pigna e si raggiunge il santuario del Passoscio da dove ammirare lo splendido panorama sull'anfiteatro montuoso che lo circonda: una passeggiata tra uliveti, vigneti, lecceti e boschi di roverella durante la quale è possibile avvistare solitari voli di poiane e di aquile. Un'ora in più di cammino permette di raggiungere la Colla Mirabello, con vista diretta sul monte Toraggio, e la Cà di Resto.


Tra ulivi e affreschi

Punto di partenza per questo itinerario è Pigna: da qui - seguendo la valle del rio Carne - si prosegue verso San Bernardo, dove nell'omonima chiesetta è conservato il grande ciclo pittorico del Quattrocento, capolavoro di Giovanni Canavesio. Ritornando verso Pigna, si incontrano monumenti di grande rilievo fra i quali la maestosa chiesa di San Michele, punto di partenza di un antico camminamento immerso nel verde. Si tratta di un vero e proprio balcone panoramico sul versante nord occidentale della valle, fra i borghi di Pigna e Castelvittorio, che conduce sino alla strada provinciale.

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