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Da non perdere
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| Valle
Olivo - Tra le Alpi e il mare |
Nella conca dei monti, cinque canali
| Le valli che incidono i sedimenti stratificati di
ardesia e calcare del territorio della Comunità Montana dell'Olivo sono
cinque corridoi principali, che pettinano il territorio e la vegetazione da
sud-est verso nord, ramificandosi ulteriormente a monte, lungo l'arco
rassicurante dell'anfiteatro montano del monte Grande.
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Tra ardesie e calcari, cinque bacini
| Da ponente a levante sono cinque i bacini idrografici
principali delle valli dell'Olivo: solcati dai torrenti San Lorenzo, Prino,
Impero, San Pietro e Steria. La morfologia di queste vallate, su cui domina per
ampiezza la valle dell'Impero, presenta le dorsali arrotondate tipiche dei
terreni sedimentari a "flysch", in ripetute stratificazioni di ardesie e di
calcari.
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Valichi e respiro del territorio
| L'area è circondata da alte montagne, che hanno protetto per
secoli le popolazioni della Comunità, fortunatamente senza isolarle: le
comunicazioni erano assicurate a occidente dai passi del colle d'Oggia (1167 m)
e del Maro (620 m), a oriente, in direzione della provincia di Savona, dal
valico del Ginestro (677 m) e, a nord, dal colle di San Bartolomeo (621 m),
importante snodo lungo l'antica strada reale per il Piemonte.
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A parte ulivi, castagni e noccioli... un mare di
vegetazione spontanea
| Sulle basse pendici delle colline non soffocate
dall'olivicoltura intensiva si trova ancora qualche lembo di
macchia mediterranea, accanto a qualche isolato pino marittimo, come a
Pietrabruna e nella valle dello Steria. Qualche valletta laterale accoglie
ancora boschi di carpini, frassini, aceri e olmi.
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Più in alto degli ulivi
| Lungo la fascia collinare media (450-500 m), a monte degli
uliveti sono presenti nelle valli del Prino e del Maro estesi
castagneti, introdotti nel XII-XIII secolo. Al di sopra dei 600 m,
presso Conio, si incontrano i noccioleti, mentre sparuti insediamenti di
antiche pinete sopravvivono su alcuni rilievi tra il Pizzo d'Evigno e il monte
Mucchio di Scaglie.
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Transumanze e selvaggine: rifugio nella natura
| Oltre i mille metri di altitudine si trovano quasi solo i
pascoli montani che ricoprono le cime. Il monte Faudo, il monte Grande, il
monte Guardiabella, il monte Acquarone, già percorsi della
transumanza bovina e ovina di un tempo, ancor oggi ospitano mandrie e
greggi superstiti. Gli animali selvatici del territorio montano annoverano il
cinghiale, la volpe, la lepre e numerosi pennuti, fra cui poiane, falchi, gufi
reali e altri rapaci. Alcune rare specie di invertebrati pare che si trovino
solo in questo "habitat".
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| Sinfonicamente protagonista: il paesaggio |
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È piacevole e riposante lasciarsi cullare dalle
musiche della natura nelle valli dell'Olivo: lo scorrere dell'acqua nei
torrenti, lo stormire delle fronde negli uliveti e nei boschi, il canto gioioso
degli uccelli. Si respirano i profumi intensi del sottobosco e si contempla
l'incanto del paesaggio. Questi angoli di pace sono luoghi per pensare e per
sognare, isole felici di pace e di serenità.
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| Sottoboschi floreali |
Sopra le "fasce", terrazzamenti faticosamente
innalzati da generazioni di contadini con muri in pietra a secco, ai piedi
degli ulivi, cresce una flora spontanea variopinta e profumata di viole, iris,
narcisi, orchidee selvatiche, gladioli e gigli.
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