Arma di Taggia e Taggia

Intro Profumi e sapori di Riviera che si intrecciano con i colori dei fiori, con il verde della macchia mediterranea, con le tinte pastello delle case dei pescatori e con il grigio della pietra degli antichi borghi. In questo scenario, dominato dall’azzurro di un mare e di un cielo a clima sempre favorevole, affonda le sue radici l’alimentazione mediterranea, che dà benessere fisico e salute a coloro che l’apprezzano e vogliono seguirla. Sono cibi della nonna, i cibi che danno conforto (comfort food), i cibi di casa che annoverano legioni di estimatori. E allora via all’uso della pasta, dei frutti naturali del bosco e del sottobosco, delle verdure dell’orto, delle uova e delle carni bianche degli animali da cortile, del pescato freschissimo, per preparare antipasti, primi piatti, secondi, torte e frittate di erbe, biscotti e dolci. Unico condimento l’olio purissimo, extra vergine, dell’oliva “cultivar taggiasca” (il fiore all’occhiello dell’estremo Ponente ligure). un modo nuovo di presentare al turista la Riviera dei Fiori attraverso l’eccellenza della sua tradizione agroalimentare, che è amore per i cibi naturali e genuini prodotti con le stesse antiche tecniche che hanno superato la prova del tempo, in grado di regalare nuove emozioni alle tavole. Al centro di ampia insenatura, tra capo Nero e capo Verde, Sanremo ha personalità tutta sua. Città da sfogliare, ove gli estremi si toccano, nella parte più antica è nota come “la Pigna”. Con le case arroccate le une alle altre in reciproca difesa, risale al Medioevo e si snoda attraverso ripide stradine, passaggi coperti, piccole piazzette, dominata dall’alto dal santuario barocco della Madonna della Costa. La città moderna, costruita a cavallo fra Ottocento e Novecento per accogliere i pacifici “invasori” (i nobili e ricchi globetrotters del “gran mondo” internazionale), trasforma, in pochi anni, il borgo di pescatori in elegante centro turistico di fama mondiale. Città oggi, dunque, di vocazione cordiale, accoglie visitatori e turisti in ogni periodo dell’anno, li mette a proprio agio, li fa star bene e divertire. Per far questo senza invadenza, serve quel tipo di cortesia che non si improvvisa, che lentamente si impara, generazione dopo generazione, anche da popoli diversi, da tutti scegliendo il meglio. Centro di mondanità, il suo edificio più famoso è certamente il Casino, costruito nel 1905, regno incontrastato di tavoli verdi, roulettes e di moderne slot-machines. Frequenti e selezionate le manifestazioni: per tutte, celebre in tutto il mondo, il Festival della Canzone italiana, nato nel 1951, oggi “il festival” per antonomasia.La vita artistica e culturale della città ruota, invece, intorno alle stagioni concertistiche (a Sanremo ha sede un’orchestra sinfonica stabile) e teatrali, ai martedì letterari, agli incontri con l’autore, alle mostre d’arte e alle rassegne. Per lo sport esistono attrezzature di grande richiamo: un campo da golf, a 18 buche, dotato di club house, agibile tutto l’anno; uno stand di tiro a volo e tiro a segno; un campo ippico, al Solaro, con scuola di equitazione e maneggio coperto; campi da tennis, minigolf, baseball e softball, pallavolo; piscine olimpioniche e piscine per gli allenamenti. Il mare offre possibilità sportive di vario genere: pesca, immersioni, canottaggio, vela, surf, motonautica e due attrezzati porti turistici. Tra gli appuntamenti sportivi da non perdere, la “Classicissima” di ciclismo Milano-Sanremo, il Rallye automobilistico (prova valida per il Campionato del mondo Piloti e Marche) e il Criterium velico di Pasqua. Allo shopping di qualità si aprono le eleganti boutiques delle vie del centro; per fare acquisti d’ogni genere la meta è nelle più commerciali vie Palazzo e Corradi e, il martedì ed il sabato, al mattino, il colorato mercato ambulante di piazza Eroi Sanremesi, vicino alla concattedrale di San Siro. Sanremo, peraltro, è “città dei fiori” e alla floricoltura deve gran parte della sua ricchezza e del suo benessere economico.Le serre dominano il paesaggio ed il settore floricolo annovera circa duemila aziende produttive, oltre a numerose aziende di esportazione.   A soli sei chilometri da Sanremo, Arma di Taggia si distingue per il suo clima mite, la sua vasta e sabbiosa spiaggia e le sue attrezzature turistiche. Frequentato centro di vacanze estive e invernali, è dotato di esercizi alberghieri di ogni categoria, dall’albergo con piscina alla pensione familiare. La sua particolare ubicazione, rispetto a Sanremo (cui è collegata con frequenti servizi filoviari) offre ai turisti tranquillità e sicurezza per una vacanza di tutto relax. Taggia, invece, sorge alle soglie della Valle Argentina. Circondata da fiori, ulivi ed agrumi, è uno dei centri più antichi e conosciuti della Riviera dei Fiori. Patria di uomini illustri, tra i quali Giovanni Ruffini, autore del celebre romanzo “Dottor Antonio”, Taggia merita un viaggio per scoprire le sue bellezze e il suo patrimonio storico-architettonico: la caratteristica struttura medievale, le torri, le mura, le opere d’arte conservate nel convento dei Domenicani (il complesso monumentale più importante della Liguria occidentale). Costruito nel 1490, conserva al suo interno pregevoli opere di Ludovico, Antonio e Francesco Brea, Giovanni Canavesio e Emanuele Maccari, detto il Macario. Si può entrare nel centro di Taggia attraverso la Porta dell’Orso, aperta nelle mura cinquecentesche, per passeggiare nelle vie del borgo impreziosite dagli istoriati portali (in pietra nera delle Valle Argentina) delle case nobiliari, le cui iscrizioni raccontano le vicende delle famiglie del luogo. La fama di Taggia è legata alla coltura dell’ulivo, qui introdotto nel XII secolo dai monaci Benedettini, che selezionarono la qualità “oliva taggiasca” da cui un olio particolarmente pregiato, conosciuto in tutto il mondo per il suo “bouquet” e la sua contenuta acidità.

Il Borgo medievale della Pigna

Il cuore antico di Sanremo, carico di ricordi e di storia, si annida nella “Pigna”, il quartiere medievale abbarbicato alla collina, costruito ad anelli concentrici (fatto di case antiche, vicoli, passaggi coperti, silenziose piazzette, scalinate ed archi) per renderlo inaccessibile agli attacchi dei pirati barbareschi, che nel passato minacciarono, per lungo tempo, le popolazioni della costa. Si accede al borgo oltrepassando la porta di Santo Stefano (costruita nel 1321) e, percorse le Rivolte di San Sebastiano, dalle volte a crociera, si raggiunge la piazzetta dei Dolori (dal nome della Confraternita della Madonna dei Sette Dolori, che pose la sua sede nell’antico, prospiciente oratorio di San Sebastiano). Poco più in là, via Palma (la strada principale del borgo) conduce alla secentesca chiesa di San Giuseppe e alla omonima porta. In via Palma, al numero 21, casa Manara (un palazzetto ottenuto dall’accorpamento di più edifici medievali, disposti a schiera), che nel 1538 ebbe l’onore di ospitare papa Paolo III, diretto a Nizza. Più sotto, al numero 18 di via Montà, nel palazzo dei conti Sapia Rossi, soggiornò, nel 1794, Napoleone Bonaparte. La Pigna è, comunque, tutto un susseguirsi di scorci ed angoli affascinanti: dalla chiesa di Santa Brigida (che possiede il più grazioso campanile di Sanremo), a via Capitolo, con il suo palazzotto, già sede del Magnifico Consiglio della Comunità di San Romolo, con la caratteristica fontana, all’oratorio di San Costanzo (probabilmente il più antico tempio di Sanremo), ai giardini Regina Elena, donde la Pigna apre d’improvviso al castello e al secentesco santuario della Madonna della Costa, dal sagrato policromo. La chiesa, costruita nel 1630 su una precedente cappella quattrocentesca, con il suo interno fittamente decorato da marmi e stucchi, raduna, nella cupola, gli affreschi di Giacomo Boni; una tavola, Madonna col Bambino, attribuita a Niccolò da Voltri (oggetto di grande venerazione per la popolazione locale); la tela, Visione di San Giacinto, di Domenico Fiasella e alcune statue lignee di Anton Maria Maragliano